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La cosmesi biologica secondo Bio Bank

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Tra le novità del Rapporto Bio Bank 2016, dedicato all’alimentare biologico, spicca il censimento di tre tipologie di attività del settore cosmesi e detergenza per la casa: le aziende di cosmesi e detergenza che hanno scelto la certificazione volontaria per qualificare le loro produzioni, le profumerie spe­cializzate e i siti di e-commerce dedicati.

In totale, le attività censite nel 2015 sono 539, rispetto alle 459 dell’anno precedente e alle 334 del 2014. Un saldo positivo a due cifre del 17%, dovuto alla discrepanza tra  fra la settantina di attività cessate e le quasi 150 che hanno aperto i battenti.
“A fronte di un incremento medio del 61%, spiccano netta­mente le profumerie, balzate da 49 a 153, con una crescita a tre cifre pari al 212%. Notevole anche lo sviluppo dei siti di e-commerce dedi­cati alla cosmesi biologica e naturale, passati da 70 a 142, pari al 103%. Di fronte a tali numeri sembra modesta la pur rispettabile crescita del 13% delle aziende di cosmesi e detergenza”.

Il web diviene sempre più un canale di acquisto bio privilegiato, con la sua rapida comparazione dei prezzi e l’enorme assortimento, ma i consumatori non disdegnano il “toccare con mano” per ricevere personalmente tutte le attenzioni e i consigli utili. Si nota tuttavia prudenza da parte degli imprenditori nell’investire nella certificazione volonta­ria in un settore senza certezze normative.

“Emilia-Romagna, Lombardia e Lazio guidano la classifica delle regioni leader per numero asso­luto di attività nel 2015. In testa alla classifica per densità per ogni mi­lione di abitanti troviamo invece le Marche (9 punti) prima in tutte e tre le tipologie di attività. Seguono Emilia-Romagna (4 punti) e pari meri­to, in terza posizione, Molise e Umbria che en­trano tutte in classifica ma senza primati".

Le profumerie specializzate nella cosmesi biologica e naturale, chiamate bioprofumerie, si sono sviluppate a partire dalla metà degli anni 2000 e la crescita è stata inarrestabile, sino al boom del  del  2013 (anno del primo censimento Bio Bank). Prima d’allora, questi prodotti erano venduti nei negozio alimentari bio.

“Thymiama, prima catena in franchising di bioprofumerie, partita da Roma nel 2009, ne ha messe in rete più di venti, di­stribuite in una decina di regioni. Mentre Bella Bio, partita dalla Romagna nel 2010, è passata di mano nel 2015, entrando nell’orbita dell’a­zienda milanese Hps, con sei profumerie e una nuova insegna: Bella Bio EcoChic. Interessante la distribuzione territoriale con una discreta concentrazione al nord che conta 62 profumerie pari al 40% del totale, seguito a sorpresa dal sud con 50 profumerie pari ad un significativo 33% e infine dal centro con 41 attività, pari al 27%”.

Pian piano sono stati posizionati anche nei siti di e-commerce dedicati dove le aziende possono mostrare una vasta gamma di prodotti in ampiezza e profondità.

“Un caso emblematico è quello di Saicosatispal­mi, il forum creato da Barbara Righini nel 2005, che ha dato vita al negozio virtuale nel 2006 e a seguire al negozio fisico di Pescara nel 2009. Dal 2013 al 2015 gli e-commerce di cosmesi e detergenza sono passati da 70 a 142 con un balzo significativo del 103%. La crescita nel 2015 è stata pari al 37% rispet­to all’anno precedente. Il 58% delle società proprietarie di siti di e-com­merce di cosmesi e detergenza ha sede al nord, oltre il 23% al centro e il 19% al sud”.

Per approfondimenti è possibile consultare online il Rapporto Bio Bank 2016 Rapporto Bio Bank 2016.