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I frutti di bosco in cosmesi

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I frutti di bosco fanno impazzire milioni di persone: belli, gustosi e nutrienti, hanno un profumo fresco e avvolgente. Vengono serviti in tavola a fine pasto, oppure si utilizzano nei condimenti delle insalate o nelle salse da abbinare ai formaggi. E non solo. Le loro molteplici proprietà li rendono adatti ad essere usati come ingredienti dei cosmetici per la cura del viso e del corpo.

Mirtilli, ribes, lamponi, fragoline di bosco, more e gelsi: sono i frutti di bosco che le aziende utilizzano per impreziosire le formulazioni cosmetiche. Analizziamoli nel dettaglio:

  1. Mirtillo: ideale per proteggere e idratare pelli fragili e arrossate.
  2. Ribes: l’azione rigenerante e antiossidante contrasta l’invecchiamento della pelle, mentre la capacità di stimolare il microcircolo e combattere la fragilità dei vasi sanguigni lo rende adatto al trattamento della couperose.
  3. Lampone: ricco di antiossidanti che aiutano a prevenire e attenuare i segni del tempo sulla pelle, favorisce anche la produzione di collagene ed elastina che le restituiscono tonicità e compattezza.
  4. Mora: contiene antiossidanti preziosi per le formulazioni antiage ed è apprezzata per le profumazioni dolci e sensuali.
  5. Fragolina di bosco: l’estratto di fragola selvatica dona freschezza e giovinezza alla pelle, nutrendola e rigenerandola.
  6. Gelso: l’estratto delle foglie di gelso illumina l’incarnato e protegge la pelle dai segni del tempo.

Le proprietà cosmetiche dei frutti rossi fanno sì che siano ingredienti apprezzati in tutto il mondo, non solo in cucina.


Ciambotta-orsarese

La ricetta della ciambotta orsarese

Ciambotta-orsarese

La ciambotta di Orsara di Puglia è una zuppa stufata ricca di ortaggi, pane e uova. Esistono diverse versioni di ciambotta (chiamata anche "ciambotto"), sia nelle zone costiere (a base di pesce) che nell’entroterra pugliese, ma tutte vengono servite come primo piatto oppure come contorno a seconda degli ingredienti. Sono note e apprezzate anche le versioni campane e abruzzesi.

Ecco a voi la ricetta:

INGREDIENTI: 800 g di ortaggi misti (zucchine, melanzane, patate, cipolla, sedano, fagiolini, germogli di zucca, pomodorini, basilico), 4 uova, 100 g di cacioricotta di capra, 4 fette di pane di grano duro raffermo, 100 g di olio extravergine d’oliva, sale q.b.

PROCEDIMENTO
Tagliare a pezzi tutti gli ortaggi e tagliare in due i pomodorini. In una pentola, rosolare la cipolla con l’olio e aggiungere i pomodorini. Unire successivamente e in ordine di cottura: le patate, le melanzane, le zucchine, i fagiolini, il sedano, i germogli di zucca e il basilico. Colmare la pentola con acqua tiepida e lasciare cuocere per 30 minuti circa, aggiungendo - 5 minuti prima della fine della cottura - le uova. Servire su fette di pane con una grattugiata di cacioricotta.

Si ringrazia SIME Books per la gentile concessione. Scopri tutte le ricette di “La Puglia in cucina. The flavours of Apulia”.


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Cantina e Museo del Vino Albea, tra i trulli di Alberobello

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La Cantina Museo Albea si trova ad Alberobello, in Valle d’Itria: siamo a ridosso del centro storico della famosa città dei trulli, tipiche abitazioni in pietra calcarea riconosciute patrimonio dell'UNESCO nel 1996.

La Cantina Museo è una delle più antiche della zona, nasce agli inizi del ‘900 ed è impreziosita da una struttura in pietra in cui le cisterne interrate nella roccia costituiscono una sorta di legame con la profonda terra, la stessa terra che nove anni fa appassionò il Cav. Dante Renzini a tal punto da indurlo ad acquisirla e promuoverne le sue eccellenze.

E così grazie agli enologi Riccardo Cotarella e Claudio Sisto, e alla passione per l’arte e la cultura contadina di Mimmo De Felice, artefice e curatore del sovrastante Museo del Vino, la Cantina diviene un punto di riferimento sia per esperti che per semplici appassionati. “Un luogo di incontro di appassionati enogastronomici che giungono per degustare i vini abbinati ai prodotti tipici del luogo – racconta Mimmo De Felice -. Il fruitore porta con sé il ricordo di aver bevuto dell’ottimo vino, ma è riesce anche a comprendere le uve che danno vita a quel vino”.

Il bianco Selva Superiore Locorontondo DOC, dal sentore fruttato e fresco, chiama a tavola pietanze a base di pesce come nella migliore tradizione pugliese. Chiudendo gli occhi, il Petranera IGP ci conduce indietro nel tempo, nel 1600, quando i monaci benedettini curavano le foglie pentagonali e il grappolo conico del Primitivo, che sprigiona un indimenticabile profumo di frutti rossi, more e ribes.

Buon viaggio enologico!


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Fichi e fioroni in Valle d’Itria

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Fertilità e abbondanza con i fichi e i fioroni che saranno oggetto di un incontro organizzato dal GAL Valle d’Itria in occasione della Sagra del Fiorone, il prossimo 9 giugno a Pezze di Greco (Fasano) in piazza XX Settembre a partire dalle ore 18.30.

Il fico (nome botanico Ficus carica) è originario dell’Asia Occidentale e dovrebbe essere nato 11mila anni fa nell’antica Mesopotamia, come prima pianta coltivata dall’uomo. Ma qual è la differenza tra fichi e fioroni? Tutti questi frutti sono ricchi di vitamine, proteine, ferro, calcio, potassio e fosforo. Maturano in differenti periodi: i fichi (o forniti) sono frutti maturi che vengono raccolti da agosto a settembre e hanno una forma rotonda oppure ovale, invece i fioroni (o fichi fiori o primaticci) si raccolgono nei mesi di giugno e luglio e hanno una forma più allungata. Il nome “fiorone” deriva dall’infiorescenza bianca e carnosa visibile al suo interno, formata da tanti puntini bianchi che sono veri e propri fiori. Esiste anche una terza varietà, il fico tardivo o cimaruolo, che matura in autunno.

Proprietà antibatteriche, lassative ed emollienti, e fonte di antiossidanti che proteggono le cellule dai radicali liberi, contrastano il colesterolo e fungono da barriera protettiva contro il cancro. I Greci e Romani credevano anche nelle sue proprietà erotiche e consideravano i suoi semini un prezioso alleato per favorire la fecondità.

“Di fronte agli effetti sempre più conclamati degli effetti climatici, quali l’aumento della temperatura media, la persistenza dei periodi siccitosi e l’avanzata della desertificazione, il fico può costituire un’alternativa frutticola credibile per la Valle d’Itria e in particolare per il territorio di Fasano - ha dichiarato il Presidente del GAL Valle d’Itria Giannicola D’Amico -. Da qui la scelta di realizzare un incontro che ci permetta di valorizzare questa importante risorsa”. Ad approfondire tecnicamente e scientificamente gli aspetti legati agli habitat, alla classificazione delle varietà, ai sistemi di impianto e alle cure colturali saranno presenti il prof. Andrea Mazzeo del Di.S.S.P.A., Dipartimento di Scienze del suolo della pianta e degli alimenti dell’Università degli studi BariPasquale Venerito, ricercatore senior del Centro di Ricerca, Sperimentazione e Formazione in Agricoltura Basile Caramia.

L’incontro è realizzato nell’ambito del PSR Puglia 2014/2022 Misura 19.2 Sostegno all'esecuzione degli interventi nell'ambito della strategia di Sviluppo Locale di tipo partecipativo del GAL Valle d’Itria - Azione 9 intervento 1 Le filiere agroalimentari fra produzione, trasformazione e commercializzazione: incontri informativi.


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Leverano in Fiore tra radici e legalità

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Manca un giorno all’apertura ufficiale della 41esima edizione di Leverano in Fiore, la manifestazione internazionale che ogni anno trasforma la cittadina di Leverano (Le) in un museo floreale a cielo aperto. Organizzata dal Comune di Leverano, CCIAA di Lecce e Coldiretti, coinvolgerà produttori, oltre 300 florovivaisti e numerosi artisti fioristi provenienti da tutto il mondo dal 31 maggio al 2 giugno.

Quest’anno i temi sono due: Roots-radici (intese come le origini e l’anima, dalla terra al cuore) e legalità.

“Non ci sono radici salde senza legalità – spiega Sandro Leone, anima dell’evento dalla sua prima edizione -. E noi leveranesi lo abbiamo dimostrato scendendo per strada senza proclami, ribellandoci al malaffare, con a fianco il sindaco e Articolo21 e tanti cittadini perbene. Legalità non è una parola vuota, legalità sono le persone che lavorano onestamente ogni giorno”.

Italia, Moldavia, Bielorussia, Polonia, Estonia, Ukraina, Armenia, Repubblica ceca, Croazia, Slovenia, Olanda, Lettonia, Messico, Cina, Giappone si sfideranno così in una gara a suon di fiori, chiamata Arteflorando, organizzata dalla Ivan Bergh Floral School con Ivan Berghella, Annamaria Spedicato e Francesco Durante.

Le aziende locali saranno protagoniste del Premio Leverano in Fiore. “Siamo gente semplice abituata a lavorare sodo ogni giorno, e ancora adesso ci emoziona vedere quanto amore e quanta attenzione suscita Leverano in Fiore. Siamo partiti da lontano, siamo rimasti con i piedi per terra e l’essere una grande squadra, una grande famiglia, continua a premiarci” sostiene Antonio Paglialunga, presidente dell’associazione Leverano in Fiore. Il presidente della Camera di Commercio di Lecce, Mario Vadrucci: “Leverano in Fiore è un grande strumento di promozione del territorio, un gioiello del nostro Salento su cui abbiamo scommesso dallo scorso anno, che crea bellezza, economia. Essere insieme in questo cammino è segno del valore del noi, della squadra”.

Altra novità targata 2024, il podcast e il premio “social” ideati dal gruppo giovanissimi di Leverano In Fiore, figli e nipoti di chi da sempre lavora con le mani nella terra per produrre bellezza e vuole continuare sul solco do una tradizione tracciata dalle proprie famiglie. “Avremo una postazione radio nel cuore del paese con le dirette e la realizzazione del podcast, per quanto concerne il nuovo premio invece, al termine dell’evento, l’opera più fotografata e instagrammata sarà premiata”, spiega Desirè Zecca.

L’immancabile appuntamento con Luminarie in Fiore in collaborazione con Mariano Light, vestirà il centro con luminarie artigianali, mentre su una cassarmonica al centro della piazza sarà possibile godere dei live dei maestri fioristi.“L’arte deve continuare a seminare bellezza e l’arte floreale è simbolo di bellezza, cura, ricerca, lavoro – le parole di Marcello Rolli sindaco di Leverano -. La nostra terra fa cultura, dialogo, turismo e racconta ancora una volta che con questi valori e questo lavoro si fa pace, concretamente. Seminiamo, raccontiamo e costruiamo pace”.

Il video promozionale di lancio dell’evento, Roots, realizzato da Best Production, è un omaggio in chiave elettronica/dance del classico dei Sud Sound System Le Radici Ca Tieni, che celebra la cultura e la resilienza del Salento. Con ritmi coinvolgenti e melodie ipnotiche, cattura l'essenza dell'anima salentina realizzato da Dj Luii e la voce di Alessia D’Urso con l'approvazione dei Sud sound system.

Il 1° giugno un servizio navetta organizzato dal Comune di Leverano (in collaborazione con l'Associazione Leverano in fiore; con la Cooperativa La ruota del Mulino e sotto la supervisione della Garante dei diritti delle Persone con disabilità, Maria Rosaria Martina )   garantirà l’accesso al cuore della rassegna alle persone con disabilità residenti a Leverano. Per info e prenotazioni:339 5211890.

Non mancheranno lo street food locale su via Caracciolo, musica dal vivo nel centro storico nelle corti, nelle piazze, nei vicoli e nei pressi delle chiese. Ma anche escursioni, laboratori, momenti di socialità e degustazioni con la Cooperativa di Comunità.

 


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La mappina: origini e usanze

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Cos’è la "mappina"? L’origine di questo termine risale alla lingua latina, precisamente a măppa (maschile) che significa tovaglia o tovagliolo. Nell’Antica Roma era un panno usato durante i banchetti sia a mo’ di tovagliolo sia come contenitore per portare via gli avanzi. La mappina identificava anche una sorta di carta igienica in bagno o la lavetta per pulire i piedi posta all’ingresso della casa.

A ogni modo, essa era un panno di cui servirsi quotidianamente, da sporcare sino a quando non si fosse rovinato e fosse stato buttato via. Ancor oggi, nel Sud Italia, è lo strofinaccio di cotone o spugna per la pulizia della cucina, con cui asciugare i piatti, pulirsi le mani e talvolta raccogliere le briciole o assorbire gocce di acqua sul piano di lavoro.

E mentre in Campania il significato di mappina identifica anche la persona spregevole e la donna poco seria, nelle altre regioni fa da padrone il concetto di strofinaccio. Nelle cucine salentine, per esempio, riecheggia spesso la frase: "Pija la mappina e jutame cu stusciu li piatti" (in italiano: “Prendi uno strofinaccio ed aiutami ad asciugare i piatti”). A Bari, invece, "u mappin" è lo schiaffo, con cui ha in comune probabilmente il movimento ondulatorio.

Le mappine sono colorate, con stampe di varie fantasie e quasi sempre rettangolari. Alcuni le preferiscono in cotone, altri in spugna. Troneggiano appese al muro, ai pomelli o alla maniglia del forno (specialmente quando lo si usa, per sfruttarne il calore e asciugarle velocemente). Un accessorio fondamentale, immancabile, eterno.


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Bava di lumaca: una ri(scoperta) cilena

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La bava di lumaca è ormai un noto ingrediente cosmetico utilizzato per rendere la pelle più elastica e tonica. Chi ha scoperto queste proprietà? Si narra che, intorno al 1980, una famiglia di allevatori cileni di lumache si rese conto casualmente che la pelle delle mani che era quotidianamente a contatto con la loro bava era divenuta più liscia e morbida e che le abrasioni erano quasi sparite.

E così, dopo l’utilizzo per le sue proprietà calmanti, lenitive e antinfiammatorie da parte dei Greci nel IV secolo a.C. , e successivamente nel Medioevo come cicatrizzante, giungiamo a quello moderno nella formulazione cosmetica di numerosi prodotti.

La bava di lumava contiene infatti i seguenti principi attivi:

  1. collagene ed elastina: rendono la pelle elastica;
  2. allantoina: rigenera e cicatrizza, favorendo il ricambio cellulare e l’idratazione e fronteggiando imperfezioni della pelle, cicatrici e rughe;
  3. acido glicolico: ha una funzione esfoliante che agisce sulla sintesi delle fibre di collagene, quindi su problematiche di iperpigmentazione, colorito spento e smagliature;
  4. vitamine, proteine ed enzimi: hanno un’azione antiossidante, rigenerante e lenitiva;
  5. mucopolisaccaridi: combinazioni di molecole proteiche e carboidrati, proteggono e idratano cute e sottocute.

Creme, gel, sieri, lozioni a base di bava di lumaca divengono quindi preziosi alleati di bellezza.

 


Poesia, amore e gusto a Biccari

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Sui sentieri del comune di Biccari, in provincia di Foggia, il viaggiatore può lasciarsi inebriare da un’esperienza multisensoriale senza eguali. Amore per la Terra, la Natura e i Monti Dauni, Città (recentemente riconosciuta) Bio, patria della sepoltura neolitica più datata del Sud Italia (quella della “Signora di Biccari” che visse 7500 anni fa nel parco eolico e i cui resti sono custoditi nel museo di Manfredonia). E non solo. Biccari è custode di ben cinque prodotti a marchio De.Co. (Denominazione Comunale) che ne certifica genuinità e qualità: la pizza “a furne apierte”, l’olio extravergine d’oliva, il cacioricotta di capra, la salsiccia di maiale nero e il tartufo. Ecco un breve itinerario di pochi giorni organizzato dalla Picchio Comunicazione di Maurizio Tardio, che con i suoi edumotional "Inchiostro da gustare" ha consentito la riscoperta di tradizioni e saperi pugliesi.

Si parte dal centro storico, accolti dalla gentilezza e ospitalità dei suoi abitanti, come il macellaio Mario Moccia sempre pronto a stupire con carne e salumi freschi in piazza Umberto. Indimenticabili i racconti della signora Giuseppina D’Imperio che ama ricamare di fronte alla sua casa, nel vico I Madonna delle Grazie, dietro la Torre Civica. Dirigendosi verso la Chiesa Madre intitolata a Cristo Salvatore e Maria Assunta, si ammira il fonte battesimale con uno splendido bassorilievo del 1200 recuperato dalla chiesta preesistente e un quadro raffigurante “La pietà” del 1584.

Prima di cena un tentativo di incursione nella sala comunale dedicata a uno storico personaggio biccarese (anche tramite una mostra permanente), Ralph de Palma, noto come il “foggiano volante” per aver partecipato a 2889 gare automobilistiche vincendone 2557. Il giornalista Maurizio del Tullio lo racconta nel libro Ralph de Palma. Storia dell'uomo più veloce del mondo che veniva da Foggia.

Una sosta nel B&B Il Girasole, gestito dal giovane Luca Lisco e poi si è pronti a degustare tante bontà locali, dalle pappardelle ai funghi porcini e tartufo alle polpette al sugo, dalle orecchiette con rucola e pomodorini all’agnello con patate al forno, tutto condito con olio extra vergine d’oliva locale. Cacioricotta di capra, salsiccia di maiale nero, verdure grigliate e formaggi nostrani sono il preludio a una cena genuina e saporita.

L'indomani una "capatina" alla Bottega del Pane delle sorelle Annangela e Costantina Caterino e Saverio Tursi (marito di Costantina), che ogni giorno sforna decine di delizie, prima fra tutte la famosa “pizze a furne apierte”, uno dei prodotti a marchio De.Co. L’impasto originale era composto da farina, acqua, patate, lievito e sale, ma con gli anni la pizza è stato arricchita da un gustoso condimento di aglio, olio De.Co. degli oliveti biccaresi di varietà Ogliarola Garganica, origano e peperoncino piccante.

Tappa successiva è il Sentiero Frassati, lungo cui è possibile ammirare un altare immerso nel verde dove ancora oggi si celebrano le messe e poi tutti nell’area naturale dove si trovano il Lago Pescara (a 900 metri di quota), il Monte Cornacchia (alto 1152 m.s.l.m., la vetta più alta della Puglia) e il Bosco della Cerasa dove il biccarese Leonardo Checchia ama raccogliere funghi e tartufi con il suo setter inglese.

https://www.pugliami.it/wp-content/uploads/2024/04/10658989_10153174261493047_8940470462028489739_o.jpgI più avventurosi possono cimentarsi in uno dei percorsi disseminati nei 40 ettari del Parco Avventura.Un meritato pranzo per rifocillarsi dalle fatiche è d’obbligo. Dopo il pranzo la giornata continua con una sosta spirituale al convento di Sant’Antonio, ex casa di formazione e di riposo per i frati più anziani, edificata tra il 1400 e il 1500 dopo il passaggio di San Francesco d’Assisi. Dopo aver goduto dello splendido panorama dalla terrazza del convento, un salto al mercato comunale a Km zero, dove sorgono negozi di prodotti tipici come SudItal, e poi si parte alla volta del parco eolico. Migliaia di girasoli bruciati dal sole e piegati dal vento sono lì, quasi a formare l’orlo di una tavolozza verde puntellata di pale eoliche. Giganti silenziosi che invitano alla contemplazione. Il viaggio prosegue in contrada Tertiveri, nota per i resti dell’omonima torre i cui resti sono su una collina, che è un sito archeologico in cui sono stati rinvenuti i resti di una chiesa episcopale a tre navate, oltre a quelli di un presunto vescovo.

Cena al pub Camelot di Mariangela Dell’Elce che, assieme al suo fidanzato Giuseppe Casiello, organizza serate ad hoc su richiesta, con degustazioni di prodotti locali. Qui lo chef Olga delizia i palati, mentre l’Ogliarola Garganica domina la scena. I cicatielli con pomodoro fresco e cacioricotta di capra e l’agnello con patate in umido sono la degna nota conclusiva di una giornata ricca di emozioni, il tutto accompagnato da un vino artigianale della famiglia di Giuseppe.

L’indomani si torna a Tertiveri, per fare tappa nella Masseria Didattica Irene dove si è accolti dai fratelli Biagio e Gabriele Mansueto, dal padre Giuseppe e sua moglie Rosolina Davello, ultima generazione delle sette che si sono succedute dai tempi in cui il borgo era un feudo di proprietà della famiglia De Peppo. Oltre ai laboratori artigianali organizzati con l’aiuto dell’educatrice Maria, i Mansueto si dedicano all’ortoterapia e hanno anche un agriturismo a pochi metri dalla masseria.

La mattinata volge al termine, si torna nel centro storico di Biccari per pranzare nel Ristorante Donna Costanza, dove lo chef Massimo Scirocco, l’aiutante Michele Panella e il maître Antonio Curcelli accolgono i loro ospiti con gentilezza nelle varie sale. Le pareti del ristorante sono abbellite dai quadri del titolare Vincenzo Trivisonne, che spesso aiuta Antonio e i camerieri e spiega agli ospiti le origini dei prodotti utilizzati e, su richiesta, le ricette. Melanzane e zucchine ripiene, pecorino del vicino Molino a Vento, cacioricotta di capra e bufala, prosciutto di Faeto. Tutti i prodotti hanno viaggiato al massimo per una ventina di chilometri. Il crostone di pane bianco si erge sulle orecchiette con le cime di rapa, cedendo poi il passo ai cavatelli con funghi cardoncelli, salsiccia di maiale nero, grana, rucola e pomodori. Anche se la specialità del locale è il pesce, proveniente dal Golfo di Manfredonia, Donna Costanza offre gustosi piatti di terra come il maialino nero di Carlantino con funghi cardoncelli e patate di Zapponeta.

Prima di lasciare questo ridente borgo, una torta di ricotta e pere, avvolta da due cialde di granella di mandorla compattata e guarnita con cioccolato fuso e caramello invita all’assaggio.

Siamo a Biccari, siamo a casa.

Deborah Baldasarre


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PizzaVillage a Bari: condivisione e allegria

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Si è conclusa ieri l’ultima tappa del tour italiano 2023 del Coca-Cola Pizza Village@Home che - dopo le tappe di Palermo, Padova, Bologna e Torino -, ha visto cinque maestri pizzaioli realizzare le loro migliori pizze a Bari. Un hub di produzione ha accolto le performance di Antonio Falco (L'Antica Pizzeria Da Michele), Errico Porzio (Pizzeria Errico Porzio), Pino Celio (Lucignolo BellaPizza), Salvatore Vesi e Vincenzo Gueli (Pizzeria Vesi), le cui creazioni sono poi state consegnate a domicilio da Glovo, delivery partner dell’iniziativa.

pizzavillage2023Gradite dal pubblico le masterclass, che hanno consentito ad alcuni fortunati prescelti di poter imparare, grazie agli insegnamenti dei top player del forno a legna, i segreti e la manualità per riuscire a realizzare una pizza in casa. Immancabile l’appuntamento nella sede de L ’Antica Pizzeria da Michele con il maestro pizzaiolo Giuseppe Locatelli, che ha svelato i principi basilari per realizzare la pizza: dall’impasto alla stesura, dal completamento della pizza con i suoi prodotti, sino alla cottura ideale in forno. I partecipanti, donne e uomini, casalinghe, professionisti e imprenditori tra i 30 e i 60 anni, si sono cimentati, con le mani in pasta e con la pala da forno, tra difficoltà e allegria, nella esecuzione delle opere culinarie.

A Fondazione Banco Alimentare Onlus, charity partner dell’iniziativa, sono state consegnate le materie prime non utilizzate e donate bel mille pizze per i più bisognosi. Per il terzo anno consecutivo Coca-Cola si conferma title sponsor dell’evento, con il sostegno del founding partner Mulino Caput e degli official partner Leffe, Latteria Sorrentina, Ciao-Il Pomodoro di Napoli, Caffè Kenon e Pringles.


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Imperdibile l'appuntamento con Novello infesta a Leverano

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Mancano pochi giorni alla 25esima edizione di “Novello infesta” della Pro Loco Leverano (Lecce), che dal 3 al 5 novembre celebra la produzione vitivinicola locale, il brindisi d’autunno con il vino nuovo e le eccellenze del territorio.

“Sono passati 25 anni da quando abbiamo cominciato quest’avventura – spiega il presidente di Pro Loco Leverano, Giuseppe Notarnicola - . Tantissime cose sono cambiate. Siamo cambiati noi che da poco più che ragazzini siamo diventati adulti e messo su famiglia. È cambiato il paese, il centro storico di adesso è completamente diverso da quello di 25 anni fa, le tantissime attività commerciali aperte ne sono la conferma. Artisti di strada da tutta Italia, degustazioni del vino delle cantine di Leverano Vecchia Torre, Conti Zecca e Agricola dell’Arneo, e ottimo cibo preparato dai locali del centro storico”.

novello-in-festaForte il supporto dell’amministrazione comunale. “25 anni di Novello in Festa raccontano la trasformazione di un paese - le parole del sindaco, Marcello Rolli - che è riuscito a cambiare, a modernizzarsi senza abbandonare le sue radici profonde, un paese che ha saputo trovare strade diverse, percorsi alternativi per non restare indietro e ha puntato sulla vocazione turistica e sulla trasformazione e modernizzazione del settore agricolo, tenendo i piedi ben piantati nel terreno”.

Quella del 2023 sarà una eco festa: “che si arricchisce di una novità - spiega l’assessore all'ambiente Nuccio Muci -. Con la collaborazione della cooperativa InnovaCtion ci saranno nel centro storico quattro mini isole ecologiche per la raccolta differenziata e due carrelli per la raccolta differenziata mobile, oltre a un'area di stoccaggio per la raccolta dei dati e il monitoraggio in itinere. Alla fine della manifestazione avremo un vero e proprio report sull’impatto ambientale dell'evento al fine di elaborare proposte migliorative nelle edizioni successive”.

“Faremo tutto quello che abbiamo sempre fatto, con massima attenzione – specifica l’assessore alle attività produttive, Andrea Zecca -, apriremo il COC di supporto alla polizia locale con la protezione civile, chiuderemo il centro storico già da giovedì alle 12 e poi negli altri giorni dalle 16 e, per alleviare pur in maniera parziale il disagio che creeremo ai residenti, stiamo distribuendo un pass gratuito per parcheggiare in tutte le aree di sosta del paese quindi comprese le aree a pagamento con strisce blu".

Non occorre far altro che alzare i calici, dunque : “Ci siamo quasi ma l’emozione è sempre in agguato – commenta il vicesindaco Pierluigi Valentino - . Il traguardo di quest’anno è importante, il nostro centro storico ha cambiato volto proprio per l’occasione, vivremo insieme 25 anni di storia, di cultura, di dedizione e tradizione. Aspettiamo i leveranesi, coloro che vivono qui ma anche i fuori sede, e tutti i salentini e i turisti che vorranno condividere con noi questo momento”.

Tra gli eventi in calendario: la Città delle Parole a cura di Teatro Koreja, Stella Grande in concerto con la sua pizzica, Niuri te Sule live, all'interno di Palazzo Gorgoni la mostra di foto dedicata ai 25 anni dell’evento, la collettiva di "Scultura e Artigianato d'Autore" al convento di Santa Maria delle Grazie, alle 17.30 del 3 novembre il convegno dedicato all'innovazione e alle competenze tecnologiche e la necessità di intersezione tra produzione, prodotto e distribuzione finale della D.O.C. per progredire nel mercato vitivinicolo presso la Bcc di Leverano, Music Lab con Generazione Zero, e poi tante altre iniziative.

Il borgo antico si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto, con l’obiettivo di valorizzare il vino novello che a Leverano è una DOC e segue quindi uno specifico disciplinare di produzione. Dal colore rosso rubino, ha un sapore sapido e asciutto e un odore che porta alla mente il mosto e la vinaccia. Novello in Festa è organizzato con il supporto oltre che del Comune, del Gal Terra d’Arneo e degli sponsor Bcc Leverano e Pizzeria da Franco. Tutti i locali del centro prepareranno e presenteranno pietanze tipiche del periodo e del territorio, suddividendole tra loro: polpette, carne a pignatu, arrosti, rape, castagne, bun, pittule e mille altre leccornie come le crepes dolci e le pucce a km zero della pucceria CASAbirrozza.

Tutto il calendario è disponibile sulle pagine Facebook e Instagram di “Novelloinfesta Proloco Leverano”.