Dal 18 al 25 agosto appuntamento con Imaginaria

LE OPERE
Quasi 100 le opere selezionate provenienti da ben 25 paesi del mondo, realizzate con tecniche che spaziano dal disegno tradizionale su carta ripreso a passo uno allo stop motion, dal 2D e 3 D digitale alle tecniche miste. Non mancheranno laboratori per i più piccini, ben 7 lungometraggi animati, masterclass d’eccezione e una mostra collettiva di illustratori - realizzata anche quest’anno in collaborazione con la Galleria torinese Caracol e il progetto illustration.it.
PERFORMANCE MUSICALI
Ad inaugurare l’edizione un concerto speciale a cura di Daniele Sepe, flautista e sassofonista prolifico e poliedrico, vincitore della Targa Tenco nel 1998, che porterà sul palco della rassegna il suo ultimo progetto dal titolo “Sepè le Mokò”, dedicato al Principe della risata Totò. Sul palco anche il collettivo pugliese Argoritmo + Norbeat, composto da artisti e appassionati che spaziano dall’editoria all’audiovisivo fino all’arte contemporanea con progetti ed eventi culturali.
PREMI
Ospiti d’eccezione i cortometraggi ispirati all’oceano di Jean-François Laguionie - Palma D’oro a Cannes e vincitore di un César e del Cristallo alla carriera di Annecy - e le artiste Izabel Plucinska e Ursula Ferrara, che saranno insigniti del Premio alla Carriera 2024 di Imaginaria Festival.
La giuria composta da registi, curatori, imprenditori del settore, direttori artistici ed esperti tra i più importanti del mondo dell’illustrazione e dell’animazione cinematografica italiana e internazionale, annovera Xavier Kawa-Topor, Christian Arnau ed Erik Rittatore per l’International short film competition. Sofia El Khyari, Joana Frezu de Azevedo e Pierpaolo Di Camillo (Camilpiero Rabisch) invece, decreteranno chi conquisterà il Graduation short film & music video competition. Come lo scorso anno, inoltre, si terrà un laboratorio di cinema d’animazione dedicato ai più piccoli: una selezione di alunni delle classi quarte e quinte degli istituti scolastici di Conversano saranno chiamati a votare in veste di giurati d’eccezione per la Children's film competition, dopo aver partecipato al laboratorio, un’esperienza formativa pensata per aiutarli nella scelta del vincitore della loro categoria.
Si rinnova, inoltre, la collaborazione decennale con l’artista conversanese Vito Savino, che cura dal 2012 le illustrazioni ufficiali del festival e anche quest’anno firma il manifesto di Imaginaria dal titolo C’eravamo tanto armati (in alto). I premi invece sono realizzati interamente a mano dall’artista polignanese Peppino Campanella, pezzi d’arte unici di artigianato e design realizzati in un atelier-laboratorio ricavato da un vecchio frantoio sul mare.
Niente frisella, arriva la pizzella
Sono trascorsi più di quarant’anni e la pizzella si conferma uno snack gustoso ed economico, per grandi e piccini. A Leverano (Lecce), torna in auge grazie alla pucceria casaBIRROZZA che la ripropone al banco o da asporto, assieme a pucce, crepes e chips artigianali, al costo di soli 2 euro!!!.
Negli anni ’80 la pizzella era una piccola pizza condita con molto sugo, poca mozzarella e un po’ di origano, la merenda preferita dei bambini da mangiare a scuola o per strada, venduta a poche lire. In Salento, costituiva un’alternativa più leggera al rustico di pasta sfoglia con pomodoro, mozzarella e besciamella, mentre nel territorio barese “gareggiava” con il più grande famoso “pezzo” di focaccia di pomodori e olive.
A casaBIRROZZA la pizzella viene preparata da Carlo Paladini, titolare del locale, secondo la tradizionale ricetta di famiglia a base di acqua, farina, lievito e sale, poi condita semplicemente con sugo e mozzarella.
E voi, la mangiavate da piccoli?
Birra e Sound 2024 torna a Leverano col Luna Park
Torna a Leverano, in provincia di Lecce, l’evento più atteso della stagione estiva salentina: Birra e Sound, festival internazionale della birra e dell’arte birraia, giunto alla 18ma edizione. Tema di questa edizione 2024 è “Circus”: clown, sorrisi e spettacoli circensi trasformeranno l’area mercatale in un grande Luna Park dal 1 al 7 agosto.
Ad aprire l’evento i Sud Sound System & Bag-A-Riddim Band band e il loro ultimo album, Intelligenza Naturale. In pineta, gli Accasaccio con la pop latin music. Tutte le sere animazione con lo staff di Ciccio Riccio e due concerti gratuiti sul palco centrale e sul palco in pineta.
E poi tante luci, profumi e sapori per celebrare la socialità, l’inclusività e la solidarietà, la bellezza dello stare insieme. “In un momento storico complesso, di dissidi, guerre, cambiamenti climatici e pesanti scenari post pandemici, con tutto il carico di pensieri che ciò comporta, crediamo fermamente nel balsamo per l’anima che è il sorriso”, spiegano gli organizzatori.
“Siamo all’edizione n.18 ma Birra e Sound ha debuttato 20 anni fa, come evento incentrato sul binomio della cultura brassicola e della musica che accende l'estate di Leverano e della Puglia. Arrivare, edizione dopo edizione, a 100mila e poi 200mila presenze è qualcosa di straordinario, che racchiude un’emozione infinita da tradurre in una sola parola: “grazie”! – Le parole del patron Maurizio Zecca, che aggiunge: “Quest’anno filo conduttore dell’evento sarà il tema del Circo, un filo che somiglia alla fune degli artisti che sotto il tendone regalano emozioni, palpiti, colore e sentimento proprio lungo quel filo… un equilibrio sopra la follia, come dice una nota canzone”.
LE BIRRE
Sul fronte gusto, come da tradizione di BeS, sarà possibile degustare oltre 200 tipi di birre in arrivo da ogni parte del mondo, tra cui troviamo le ultime produzioni di casa Birra Salento, birrificio artigianale con sede a Leverano che, partito con la coltivazione di varietà di orzo distico locale in collaborazione col DisTeBa dell’Università del Salento, proprio negli ultimi tre anni ha allargato il suo legame col territorio e la sua identità, alla coltivazione di luppolo locale e alla realizzazione di una malteria, la prima del Salento. Sul fronte International, per svelare alcune chicche, grande ritorno di Ceres. Dal Belgio Chimay, birrificio trappista e ancora Dubuisson, Bush, Gordon, Waterloo e McDouglas. Per gli amanti della bassa fermentazione, sarà presente Ottakringer dall’Austria e la celebre Budweiswer Budvar dalla Repubblica Ceca. Ampio spazio alle birre artigianali per amatori e non solo.
GASTRONOMIA
Un carosello di novità di gastronomiche a prova di gola e di bilancia. Per cominciare e senza svelare proprio tutto, sul podio delle sinapsi spiccano gli spaghetti all’assassina, specialità barese, poi il panino con mortadella di cinghiale, la puccia fritta e i golosi e soffici calzoni.
Dalla Puglia a tutt’altro angolo del globo, con l’hamburger americano e di nuovo si gioca in casa con i panini di mare, la focaccia barese, le brasciole (involtini di carne cotti a bassa temperatura nel ragù di carne), le fritte al sugo, la porchetta e il caciocavallo impiccato.
INCLUSIONE e SOLIDARETA’
Una festa accessibile a tutti, con ABILFESTA e l’integrazione Onlus grazie alla presenza di interpreti Lis per consentire l'ascolto dei momenti più salienti ai non udenti, e tutti i menù in Braille. Sarà inoltre garantito il servizio di assistenza grazie a personale altamente qualificato e ad un info point allestito per gli avventori con disabilità. Sono anche programmati dei tour con interpreti Lis. Clownterapia e bellezza con Don Gianni Mattia e Cuore e Mani Aperte. Un’area dedicata postazioni di zucchero filato e pop corn, proprio in stile circo. I proventi contribuiranno alla causa dell’associazione, presente a Leverano anche con il Game Shuttle. Un mezzo unico nel suo genere su cui sarà possibile praticare il Metodo Snoezelen, attraverso la multisensorialità, per il supporto a disabilità, autismo, demenze e malattie neurodegenerative.
E per saltare la fila e accedere alle aree beer e food, si può prenotare direttamente il ticket online su birraesoundfestival.com
Buon Divertimento!
Varietà e benefici del peperoncino
Originario del Perù e del Messico, il peperoncino è giunto nel Vecchio Continente grazie a Cristoforo Colombo ed è attualmente uno degli ingredienti più apprezzati nella cucina mediterranea.
In Puglia viene utilizzato fresco, secco e sott’olio. Assieme alla Calabria, la nostra regione può essere considerata la patria dei peperoncini piccanti, ingredienti che donano vivacità alle pietanze. Vengono utilizzati infatti per insaporire i taralli e i piatti a base di orecchiette, condire la pizza e le insalate, esaltare i secondi di carne e pesce.
Peperoncino Cayenna, Peperoncino Naga Morich, Peperoncino Habanero, Peperoncino Carolina Reaper (il più piccante al mondo) e Peperoncino Diavolicchio sono tra le varietà più note, ma tra i prodotti tipici più conosciuti figurano indubbiamente i peperoncini Baci di Satana, di forma tondeggiante, grandezza media e schiacciati alla sommità, farciti con tonno e capperi e conservati in olio extravergine d’oliva.
Il peperoncino ha molti benefici, tra cui essere:
- vasodilatatore (migliora la circolazione sanguigna);
- cardioprotettore (riduce i livelli del colesterolo cattivo);
- antinfiammatorio e antibatterico naturale;
- ricco di antiossidanti che contrastano i radicali liberi, riducendo il rischio di malattie croniche e rallentando il processo di invecchiamento;
- stimolante sia per il rilascio di endorfine che migliorano l’umore e il benessere psico-fisico, sia per il metabolismo grazie alla capsaicina in esso contenuta.
È quest’ultima a determinarne il grado di piccantezza e, specie se alto, non bisogna abusarne e farlo entrare in contatto con occhi e labbra, per evitare irritazioni di vario genere.
“In medio stat virtus"!
I frutti di bosco in cosmesi
I frutti di bosco fanno impazzire milioni di persone: belli, gustosi e nutrienti, hanno un profumo fresco e avvolgente. Vengono serviti in tavola a fine pasto, oppure si utilizzano nei condimenti delle insalate o nelle salse da abbinare ai formaggi. E non solo. Le loro molteplici proprietà li rendono adatti ad essere usati come ingredienti dei cosmetici per la cura del viso e del corpo.
Mirtilli, ribes, lamponi, fragoline di bosco, more e gelsi: sono i frutti di bosco che le aziende utilizzano per impreziosire le formulazioni cosmetiche. Analizziamoli nel dettaglio:
- Mirtillo: ideale per proteggere e idratare pelli fragili e arrossate.
- Ribes: l’azione rigenerante e antiossidante contrasta l’invecchiamento della pelle, mentre la capacità di stimolare il microcircolo e combattere la fragilità dei vasi sanguigni lo rende adatto al trattamento della couperose.
- Lampone: ricco di antiossidanti che aiutano a prevenire e attenuare i segni del tempo sulla pelle, favorisce anche la produzione di collagene ed elastina che le restituiscono tonicità e compattezza.
- Mora: contiene antiossidanti preziosi per le formulazioni antiage ed è apprezzata per le profumazioni dolci e sensuali.
- Fragolina di bosco: l’estratto di fragola selvatica dona freschezza e giovinezza alla pelle, nutrendola e rigenerandola.
- Gelso: l’estratto delle foglie di gelso illumina l’incarnato e protegge la pelle dai segni del tempo.
Le proprietà cosmetiche dei frutti rossi fanno sì che siano ingredienti apprezzati in tutto il mondo, non solo in cucina.
La ricetta della ciambotta orsarese
La ciambotta di Orsara di Puglia è una zuppa stufata ricca di ortaggi, pane e uova. Esistono diverse versioni di ciambotta (chiamata anche "ciambotto"), sia nelle zone costiere (a base di pesce) che nell’entroterra pugliese, ma tutte vengono servite come primo piatto oppure come contorno a seconda degli ingredienti. Sono note e apprezzate anche le versioni campane e abruzzesi.
Ecco a voi la ricetta:
INGREDIENTI: 800 g di ortaggi misti (zucchine, melanzane, patate, cipolla, sedano, fagiolini, germogli di zucca, pomodorini, basilico), 4 uova, 100 g di cacioricotta di capra, 4 fette di pane di grano duro raffermo, 100 g di olio extravergine d’oliva, sale q.b.
PROCEDIMENTO
Tagliare a pezzi tutti gli ortaggi e tagliare in due i pomodorini. In una pentola, rosolare la cipolla con l’olio e aggiungere i pomodorini. Unire successivamente e in ordine di cottura: le patate, le melanzane, le zucchine, i fagiolini, il sedano, i germogli di zucca e il basilico. Colmare la pentola con acqua tiepida e lasciare cuocere per 30 minuti circa, aggiungendo - 5 minuti prima della fine della cottura - le uova. Servire su fette di pane con una grattugiata di cacioricotta.
Si ringrazia SIME Books per la gentile concessione. Scopri tutte le ricette di “La Puglia in cucina. The flavours of Apulia”.
Cantina e Museo del Vino Albea, tra i trulli di Alberobello
La Cantina Museo Albea si trova ad Alberobello, in Valle d’Itria: siamo a ridosso del centro storico della famosa città dei trulli, tipiche abitazioni in pietra calcarea riconosciute patrimonio dell'UNESCO nel 1996.
La Cantina Museo è una delle più antiche della zona, nasce agli inizi del ‘900 ed è impreziosita da una struttura in pietra in cui le cisterne interrate nella roccia costituiscono una sorta di legame con la profonda terra, la stessa terra che nove anni fa appassionò il Cav. Dante Renzini a tal punto da indurlo ad acquisirla e promuoverne le sue eccellenze.
E così grazie agli enologi Riccardo Cotarella e Claudio Sisto, e alla passione per l’arte e la cultura contadina di Mimmo De Felice, artefice e curatore del sovrastante Museo del Vino, la Cantina diviene un punto di riferimento sia per esperti che per semplici appassionati. “Un luogo di incontro di appassionati enogastronomici che giungono per degustare i vini abbinati ai prodotti tipici del luogo – racconta Mimmo De Felice -. Il fruitore porta con sé il ricordo di aver bevuto dell’ottimo vino, ma è riesce anche a comprendere le uve che danno vita a quel vino”.
Il bianco Selva Superiore Locorontondo DOC, dal sentore fruttato e fresco, chiama a tavola pietanze a base di pesce come nella migliore tradizione pugliese. Chiudendo gli occhi, il Petranera IGP ci conduce indietro nel tempo, nel 1600, quando i monaci benedettini curavano le foglie pentagonali e il grappolo conico del Primitivo, che sprigiona un indimenticabile profumo di frutti rossi, more e ribes.
Buon viaggio enologico!
Fichi e fioroni in Valle d’Itria
Fertilità e abbondanza con i fichi e i fioroni che saranno oggetto di un incontro organizzato dal GAL Valle d’Itria in occasione della Sagra del Fiorone, il prossimo 9 giugno a Pezze di Greco (Fasano) in piazza XX Settembre a partire dalle ore 18.30.
Il fico (nome botanico Ficus carica) è originario dell’Asia Occidentale e dovrebbe essere nato 11mila anni fa nell’antica Mesopotamia, come prima pianta coltivata dall’uomo. Ma qual è la differenza tra fichi e fioroni? Tutti questi frutti sono ricchi di vitamine, proteine, ferro, calcio, potassio e fosforo. Maturano in differenti periodi: i fichi (o forniti) sono frutti maturi che vengono raccolti da agosto a settembre e hanno una forma rotonda oppure ovale, invece i fioroni (o fichi fiori o primaticci) si raccolgono nei mesi di giugno e luglio e hanno una forma più allungata. Il nome “fiorone” deriva dall’infiorescenza bianca e carnosa visibile al suo interno, formata da tanti puntini bianchi che sono veri e propri fiori. Esiste anche una terza varietà, il fico tardivo o cimaruolo, che matura in autunno.
Proprietà antibatteriche, lassative ed emollienti, e fonte di antiossidanti che proteggono le cellule dai radicali liberi, contrastano il colesterolo e fungono da barriera protettiva contro il cancro. I Greci e Romani credevano anche nelle sue proprietà erotiche e consideravano i suoi semini un prezioso alleato per favorire la fecondità.
“Di fronte agli effetti sempre più conclamati degli effetti climatici, quali l’aumento della temperatura media, la persistenza dei periodi siccitosi e l’avanzata della desertificazione, il fico può costituire un’alternativa frutticola credibile per la Valle d’Itria e in particolare per il territorio di Fasano - ha dichiarato il Presidente del GAL Valle d’Itria Giannicola D’Amico -. Da qui la scelta di realizzare un incontro che ci permetta di valorizzare questa importante risorsa”. Ad approfondire tecnicamente e scientificamente gli aspetti legati agli habitat, alla classificazione delle varietà, ai sistemi di impianto e alle cure colturali saranno presenti il prof. Andrea Mazzeo del Di.S.S.P.A., Dipartimento di Scienze del suolo della pianta e degli alimenti dell’Università degli studi Bari e Pasquale Venerito, ricercatore senior del Centro di Ricerca, Sperimentazione e Formazione in Agricoltura Basile Caramia.
L’incontro è realizzato nell’ambito del PSR Puglia 2014/2022 Misura 19.2 Sostegno all'esecuzione degli interventi nell'ambito della strategia di Sviluppo Locale di tipo partecipativo del GAL Valle d’Itria - Azione 9 intervento 1 Le filiere agroalimentari fra produzione, trasformazione e commercializzazione: incontri informativi.
Leverano in Fiore tra radici e legalità
Manca un giorno all’apertura ufficiale della 41esima edizione di Leverano in Fiore, la manifestazione internazionale che ogni anno trasforma la cittadina di Leverano (Le) in un museo floreale a cielo aperto. Organizzata dal Comune di Leverano, CCIAA di Lecce e Coldiretti, coinvolgerà produttori, oltre 300 florovivaisti e numerosi artisti fioristi provenienti da tutto il mondo dal 31 maggio al 2 giugno.
Quest’anno i temi sono due: Roots-radici (intese come le origini e l’anima, dalla terra al cuore) e legalità.
“Non ci sono radici salde senza legalità – spiega Sandro Leone, anima dell’evento dalla sua prima edizione -. E noi leveranesi lo abbiamo dimostrato scendendo per strada senza proclami, ribellandoci al malaffare, con a fianco il sindaco e Articolo21 e tanti cittadini perbene. Legalità non è una parola vuota, legalità sono le persone che lavorano onestamente ogni giorno”.
Italia, Moldavia, Bielorussia, Polonia, Estonia, Ukraina, Armenia, Repubblica ceca, Croazia, Slovenia, Olanda, Lettonia, Messico, Cina, Giappone si sfideranno così in una gara a suon di fiori, chiamata Arteflorando, organizzata dalla Ivan Bergh Floral School con Ivan Berghella, Annamaria Spedicato e Francesco Durante.
Le aziende locali saranno protagoniste del Premio Leverano in Fiore. “Siamo gente semplice abituata a lavorare sodo ogni giorno, e ancora adesso ci emoziona vedere quanto amore e quanta attenzione suscita Leverano in Fiore. Siamo partiti da lontano, siamo rimasti con i piedi per terra e l’essere una grande squadra, una grande famiglia, continua a premiarci” sostiene Antonio Paglialunga, presidente dell’associazione Leverano in Fiore. Il presidente della Camera di Commercio di Lecce, Mario Vadrucci: “Leverano in Fiore è un grande strumento di promozione del territorio, un gioiello del nostro Salento su cui abbiamo scommesso dallo scorso anno, che crea bellezza, economia. Essere insieme in questo cammino è segno del valore del noi, della squadra”.
Altra novità targata 2024, il podcast e il premio “social” ideati dal gruppo giovanissimi di Leverano In Fiore, figli e nipoti di chi da sempre lavora con le mani nella terra per produrre bellezza e vuole continuare sul solco do una tradizione tracciata dalle proprie famiglie. “Avremo una postazione radio nel cuore del paese con le dirette e la realizzazione del podcast, per quanto concerne il nuovo premio invece, al termine dell’evento, l’opera più fotografata e instagrammata sarà premiata”, spiega Desirè Zecca.
L’immancabile appuntamento con Luminarie in Fiore in collaborazione con Mariano Light, vestirà il centro con luminarie artigianali, mentre su una cassarmonica al centro della piazza sarà possibile godere dei live dei maestri fioristi.“L’arte deve continuare a seminare bellezza e l’arte floreale è simbolo di bellezza, cura, ricerca, lavoro – le parole di Marcello Rolli sindaco di Leverano -. La nostra terra fa cultura, dialogo, turismo e racconta ancora una volta che con questi valori e questo lavoro si fa pace, concretamente. Seminiamo, raccontiamo e costruiamo pace”.
Il video promozionale di lancio dell’evento, Roots, realizzato da Best Production, è un omaggio in chiave elettronica/dance del classico dei Sud Sound System Le Radici Ca Tieni, che celebra la cultura e la resilienza del Salento. Con ritmi coinvolgenti e melodie ipnotiche, cattura l'essenza dell'anima salentina realizzato da Dj Luii e la voce di Alessia D’Urso con l'approvazione dei Sud sound system.
Il 1° giugno un servizio navetta organizzato dal Comune di Leverano (in collaborazione con l'Associazione Leverano in fiore; con la Cooperativa La ruota del Mulino e sotto la supervisione della Garante dei diritti delle Persone con disabilità, Maria Rosaria Martina ) garantirà l’accesso al cuore della rassegna alle persone con disabilità residenti a Leverano. Per info e prenotazioni:339 5211890.
Non mancheranno lo street food locale su via Caracciolo, musica dal vivo nel centro storico nelle corti, nelle piazze, nei vicoli e nei pressi delle chiese. Ma anche escursioni, laboratori, momenti di socialità e degustazioni con la Cooperativa di Comunità.
La mappina: origini e usanze
Cos’è la "mappina"? L’origine di questo termine risale alla lingua latina, precisamente a măppa (maschile) che significa tovaglia o tovagliolo. Nell’Antica Roma era un panno usato durante i banchetti sia a mo’ di tovagliolo sia come contenitore per portare via gli avanzi. La mappina identificava anche una sorta di carta igienica in bagno o la lavetta per pulire i piedi posta all’ingresso della casa.
A ogni modo, essa era un panno di cui servirsi quotidianamente, da sporcare sino a quando non si fosse rovinato e fosse stato buttato via. Ancor oggi, nel Sud Italia, è lo strofinaccio di cotone o spugna per la pulizia della cucina, con cui asciugare i piatti, pulirsi le mani e talvolta raccogliere le briciole o assorbire gocce di acqua sul piano di lavoro.
E mentre in Campania il significato di mappina identifica anche la persona spregevole e la donna poco seria, nelle altre regioni fa da padrone il concetto di strofinaccio. Nelle cucine salentine, per esempio, riecheggia spesso la frase: "Pija la mappina e jutame cu stusciu li piatti" (in italiano: “Prendi uno strofinaccio ed aiutami ad asciugare i piatti”). A Bari, invece, "u mappin" è lo schiaffo, con cui ha in comune probabilmente il movimento ondulatorio.
Le mappine sono colorate, con stampe di varie fantasie e quasi sempre rettangolari. Alcuni le preferiscono in cotone, altri in spugna. Troneggiano appese al muro, ai pomelli o alla maniglia del forno (specialmente quando lo si usa, per sfruttarne il calore e asciugarle velocemente). Un accessorio fondamentale, immancabile, eterno.


















